Imprese: arriva la patente a punti?

PSe ne era parlato per la prima volta nel 2009, in occasione dell'entrata in vigore del provvedimento correttivo al Testo Unico sulla sicurezza del lavoro. Poi, per lungo tempo, nessuna notizia. Ma molto, evidentemente, è stato il lavoro compiuto nel frattempo per l'elaborazione della cosiddetta "patente a punti" per le imprese, progetto ambizioso che sembra ormai prossimo a vedere la luce. E per quanto vi siano ancora incertezze sui contenuti definitivi e il momento preciso del suo varo, l'istituzione di un meccanismo in grado di premiare - e, quando necessario, penalizzare - i comportamenti delle imprese in materia di sicurezza sul lavoro promette di essere un momento rivoluzionario. Ma vediamo alcune delle anteprime trapelate circa i contenuti del provvedimento.

Come in auto
Il meccanismo alla base dello strumento è in sostanza identico a quello che disciplina la patente di guida per le auto: una dotazione di punti di base, quantificata in funzione delle dimensioni dell'azienda - dai 25 per i lavoratori autonomi fino ai 120 per le aziende con oltre 200 dipendenti - con una serie di bonus per le imprese più grandi e le Soa, che vengono scalati in conseguenza di eventuali violazioni delle norme di sicurezza in cantiere. Quando la dotazione iniziale arriva a zero l'impresa non può più lavorare, ma ha la possibilità di riguadagnare punti attraverso corsi di formazione. Nella bozza attualmente allo studio sono naturalmente specificati nel dettaglio le fattispecie di violazione che possono dare origine a una decurtazione dei punti e i meccanismi graduali di sanziona mento dell'impresa stessa, nonché le procedure per il rilascio della patente stessa e le figure tecniche coinvolte.

I meccanismi applicativi…
Il testo attualmente in discussione prevede innanzitutto l'indicazione di un responsabile tecnico dell'impresa, cui è affidato il compito di provvedere alle incombenze tecnico - organizzative necessarie per i lavori. Tale figura deve essere in possesso dei necessari requisiti di idoneità professionale; tra i requisiti di base richiesti per svolgere le attività di impresa è inoltre richiesto il possesso di attrezzatura tecnica per un valore minimo di 15.000 euro o, in alternativa, una capacità finanziaria certificata da intermediari finanziari.
Sulla base di questi requisiti viene rilasciata dalla sezione speciale dell'Edilizia istituita presso le Camere di commercio territorialmente competenti la patente a punti, con un punteggio iniziale indicato in uno specifico riquadro del Durc che ne attesta il rilascio. Come accennato, la dotazione iniziale di punti è calibrata in funzione delle dimensioni dell'impresa: 25 per i lavoratori autonomi, 35 per imprese fino a 5 dipendenti, 40 fino a 15 dipendenti, 45 fino a 50 dipendenti, 60 fino a 100 dipendenti, 110 fino a 200 dipendenti, e infine 120 per imprese con oltre 200 dipendenti, più 10 punti per ogni multiplo di 100 dipendenti. Sono inoltre previsti bonus particolari per le Soa, anche in questo caso in funzione delle dimensioni, le imprese certificate ISO 9001 e quelle che nell'arco dell'anno successivo al rilascio della patente non siano incorse in infrazioni delle norme di sicurezza.

…e le sanzioni
Due sono i meccanismi alla base delle decurtazioni, uno automatico e uno legato alla recidività delle violazioni. Alle sanzioni più lievi per violazioni tecniche e amministrative, quantificate in due punti, se ne affiancano altre più pesanti in caso di infortuni. Fra gli esempi citati nel testo vi è il caso dell'infortunio di un dipendente dell'impresa, causato dalla violazione ripetuta delle norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro "che comporti una o più lesioni personali punite con sentenza di condanna definitiva alla pena della reclusione fino a tre mesi o al pagamento di una multa fino a 309 euro", il quale prevede una ulteriore riduzione di due punti, o quello di infortuni dovuti a violazioni più gravi e reiterate, che comportano una riduzione di altri quattro punti. Dieci i punti previsti quando la violazione reiterata causa un incidente mortale ed è punita con sentenza di condanna definitiva. Tra le altre fattispecie considerate, quella del lavoro nero, che prevede una decurtazione di tre punti.
In caso di esaurimento della dotazione di punti iniziale è previsto il ritiro della patente; in questo caso l'impresa non può né partecipare alle gare, né avviare o proseguire attività per i lavori privati salvo che questi risultino già avviati per almeno il 75% del valore del contratto. Dopo un fermo di 24 mesi, per riottenere la patente le imprese dovranno ripetere tutte le procedure e far verificare tutti i requisiti dal principio. Per il recupero dei punti persi in caso di non completo esaurimento degli stessi è prevista la frequenza a corsi di formazione.

Qualche considerazione
Per quanto non ancora divulgato in via ufficiale, lo strumento della patente a punti contiene senza dubbio in sé interessanti potenzialità. L'efficacia dell'effetto deterrente sulle violazioni esercitato dalla prospettiva di perdere la possibilità di praticare un'attività è stato infatti largamente sperimentato, e con un certo successo, nel caso delle patenti per la guida delle autovetture. Restano peraltro alcune perplessità, da un lato, sul fronte tradizionalmente critico dei controlli, dalla cui efficienza dipende l'applicazione delle sanzioni; dall'altro sul fatto che, come già avvenuto in molti altri casi, una disciplina in sé potenzialmente perfetta mostri tutti i suoi limiti quando dalla teoria arriva il momento di passare alla pratica. Abbiamo perciò chiesto ad alcuni soggetti di riferimento del settore un parere circa questo innovativo strumento; in queste pagine, le loro opinioni.



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