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Voci di capitolato per opere di copertura in elementi metallici

DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE

Predisposizione del supporto strutturale
Le coperture con manto impermeabile discontinuo realizzato con lastre piane o nastri metallici devono essere posate su piani di supporto continui con una pendenza minima del 5% e realizzati da un tavolato di spessore minimo 24 millimetri in legno di abete trattato o pannelli in multistrato fenolico, una caldana di calcestruzzo (eventualmente alleggerito) di almeno 5 centimetri di spessore o un solaio in laterocemento. Se realizzati con lastre grecate o nervate possono essere poste in opera anche su una struttura discontinua realizzata con listelli di legno o arcarecci metallici posti in opera parallelamente alla linea di gronda. Tutti gli elementi di supporto devono comunque presentare una faccia di appoggio piana.

Caratteristiche del supporto strutturale
Il supporto adottato (tavolato in legno, caldana, ecc.) dovrà consentire la messa in opera di sistemi di fissaggio delle lastre (chiodi, viti, ecc.) in grado di sopportare il previsto sforzo di estrazione. Significa, per esempio nel caso di tavolato in legno, adottare uno spessore del tavolato non inferiore ai 24 millimetri e comunque, in tutti i casi, uno spessore del supporto che consenta una penetrazione del fissaggio non inferiore ai 20 millimetri. Generalmente ogni fissaggio dovrebbe avere una resistenza all'estrazione pari a circa 400 Newton. Maggiori specifiche con le modalità di prova si trovano nell'appendice A della norma UNI 10372.

Protezione del supporto strutturale
In attesa della posa del rivestimento metallico, la struttura di supporto deve essere protetta dagli agenti atmosferici con appositi teli impermeabili uniti mediante sovrapposizioni e giunzioni con nastro adesivo. Non devono risultare tagli né devono rimanere scoperte parti della struttura che non siano già protette (camini, lucernari, finestre da tetto o altri corpi emergenti).

Umidità e trattamenti del legno
Tutti gli elementi lignei impiegati per realizzare orditure di supporto del manto impermeabile non dovranno avere una umidità maggiore del 18% e dovranno essere stati trattati (impregnazione, verniciatura, ecc.) per resistere ad azioni di tipo chimico biologico (acqua, funghi, insetti). Potrà essere richiesto dalla Direzione lavori anche un trattamento ignifugo.

Protezione contro i fulmini
Deve essere previsto un impianto di protezione contro i fulmini secondo quanto descritto nelle normative UNI e CEI e in particolare CEI 81-1 "Protezione di strutture contro i fulmini". Una copertura metallica, purché realizzata con elementi aventi lo spessore previsto dalla citata CEI 81-1, può assolvere alla funzione di organo di captazione naturale purché sia garantita la continuità elettrica attraverso la connessione delle lastre fra loro tramite brasatura, aggraffatura o rivettatura e della copertura con i canali di gronda metallici e i tubi pluviali metallici, purché di sezione idonea (spessore della parete x circonferenza), che possono essere impiegati anche come organi di discesa naturali.

Impermeabilità e protezione contro neve, sabbia e pulviscolo con carico di vento
In caso di nubifragio o gelo o in caso di forte vento può non essere assicurata la totale impermeabilità o impedito completamente l'ingresso di aria, neve, sabbia o pulviscolo date le modalità di posa delle coperture discontinue e le caratteristiche dei giunti che devono assicurare la possibilità di scorrimento per dilatazioni termiche. Qualora necessario dovranno quindi essere specificatamente richiesti e adottati particolari sistemi di membrane sottocopertura o sistemi costruttivi a giunti sigillati.

Carichi statici e dinamici
Per i carichi agenti sulle coperture deve essere considerato il DM del 16 gennaio 1996 "Norme tecniche relative ai criteri generali per la verifica di sicurezza delle costruzione e dei carichi e sovraccarichi" (neve, ghiaccio, grandine, pedonabilità) e altri eventuali regolamenti regionali pertinenti (per il carico del vento).

Resistenza all'azione del vento
La depressione causata dal vento unita a una eventuale pressione interna può portare a una depressione al contorno della copertura (anche fino a 2000 N/m2) che dovrà essere tenuta in debito conto in funzione anche della zona climatica.

Aggressività dell'atmosfera Gli elementi componenti la copertura e gli eventuali rivestimenti (trattamenti superficiali, pellicole, vernici, ecc.) devono resistere all'aggressività dell'atmosfera in relazione al particolare ambiente nel quale vengono installati come classificato dalla norma UNI 8627 punto 7.1.7 (ambiente marino, industriale, urbano, rurale, misto, montano).

Condensazione notturna
Qualora esista il rischio di condensazioni notturno all'intradosso della lastre devono essere adottati particolari sistemi di controllo del possibile danno (strato impermeabile, trattamenti superficiali, ecc.)

Protezione delle lastre Durante l'impiego e la movimentazione delle lastre dovrà essere impiegata una pellicola superficiale di protezione temporanea delle lastre o dei nastri.

Temperatura di lavoro
E' opportuno che operazioni di curvatura o deformazione delle lastre metalliche (in particolare quelle di zinco-rame-titanio) non avvengano con temperature del metallo inferiori ai 10 °C, provvedendo al riscaldamento del materiale qualora necessario.

Abaco per la scelta dei giunti in funzione della pendenza (UNI 10372 figura 4 )

1. giunto longitudinale a doppia aggraffatura
2. giunto longitudinale a tassello
3. giunto intermedio di testa ad aggraffatura semplice
4. giunto intermedio di testa ad aggraffatura doppia o sovrapposizione e aggraffatura
5. giunto intermedio di testa a gradini aggraffati


MATERIALI

SPESSORI E SVILUPPI