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Metallo per la sostenibilità

In un edificio residenziale di 8 unità abitative le falde assumono ruolo anche di prospetti nord e sud, creando l’occasione per catturare l’energia solare con collettori fotovoltaici, solari termici e vetrate.

Nella terra di Loreggia e Piombino Dese in cui costruirono A. Palladio, V. Scamozzi, G Jappelli, Negrin e altri architetti, sul sedime di un edificio dei primi anni Ottanta senza qualità oggi si mostra in tutta la sua tecnologia “soft” un edificio residenziale che sfrutta abbondantemente l’energia solare termica e luminosa, per ridurre l’uso di combustibili fossili ed il suo impatto ambientale.

A Loreggia, ai confini tra le provincie di Padova e Treviso, ha sede anche il nuovo stabilimento della Mazzonetto SpA, azienda socio PILE che ha fornito i rivestimenti di parete e di copertura, cui sono state integrate tecnologie solare termica e fotovoltaica, a questo bel progetto dell’arch. Bruno Stocco (Camposampiero-PD) per l’Immobiliare Belvedere.

Il manto di copertura impiegato ed i rivestimenti di parete, in LARES Plus con finitura in zincotitanio prepatinato, offre un significativo contributo all’abbattimento dei consumi invernali per la presenza di un efficiente strato isolante termico, nonché di quelli estivi per la bassa assorbanza solare ( specifici test condotti nel 2006 presso l’ITC del CNR di S.Giuliano Milanese hanno registrato un  abbattimento del calore entrante dalla copertura in estate del 20% rispetto ad analogo pacchetto con manto in tegole di cemento colore rosso argilla ). Ciò non significa solo che permette di risparmiare il 20% dei costi per la climatizzazione estiva, ma anche che in molti casi la rende superflua. Tuttavia non ci si è fermati a questo, ma si sono volute impiegare la tecnologia solare termica, con 10 collettori solari BAXI SB20 per 20 m2 captanti totali e quella fotovoltaica, con 10 pannelli Solon, per una potenza di picco complessiva di 1,8 kW.

L’oggetto architettonico mostra anche negli altri due prospetti una vocazione fortemente innovativa: il rivestimento in pannelli che sostituisce il tradizionale intonaco garantisce assenza di manutenzione e ricuperabilità per l’eventuale reimpiego della “pelle tecnologica” dell’edificio. Il sistema LARES Plus è infatti interamente fissato a secco con tecniche totalmente e facilmente reversibili. In prospettiva futura non è azzardato parlare della possibilità di smontaggio e reimpiego degli elementi a fine vita utile: lo garantisce l’eccezionale durabilità di questi sistemi. In ogni caso se anche non si giungesse a tanto già la totale riciclabilità dei materiali componenti, particolarmente apprezzata per i metalli che con la rifusione danno origine a materiale del tutto identici a quelli originari, parla di un intervento dall’impronta ambientale particolarmente ridotta, leggera.

Completano l’elenco delle soluzioni sostenibili le grandi vetrate per la cattura passiva del sole invernale a sud, lo sviluppo compatto delle piante e la predisposizione di alette per ombreggiamento applicate alle strutture metalliche che reggono i terrazzi ed il sistema per il recupero delle acque meteoriche.  Tutto parla di una responsabile ricerca di un bilancio di ecosostenibilità il più favorevole possibile, figlio anche di una profonda conoscenza dell’architettura tradizionale nel cui recupero lo studio dell’arch. Bruno Stocco si è spesso misurato con esiti brillanti. In questa nuova realizzazione si è mostrata una via del fare architettura aperta ad un’innovazione capace di offrire finalmente quella qualità di vita di cui si è troppo parlato e poco fatto sin qui. E se queste sperimentazioni partano da attori del mercato della dimensione della Belvedere Costruzioni, fortemente presente nel territorio veneto, significa che è davvero in atto un cambiamento epocale, tutto rivolto all’innovazione costruttiva nel segno dell’efficienza energetica e del comfort di vita, nostro e dell’ambiente.

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